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Turismo consapevole

Codice di Buona Condotta, arcipelago senza plastica e Posidonia: come visitare il Parco rispettando il territorio.

Non è un obbligo. È la ragione per cui si viene qui.

La bellezza dell'arcipelago di La Maddalena non è un dato di fatto permanente. È il risultato di decenni di protezione, di regole rispettate, di scelte fatte ogni giorno da chi abita e da chi visita. Scegliere come vivere questo territorio non è una questione di stile: è la condizione perché esista ancora, nella stessa forma, la prossima estate.

Chi sceglie di soggiornare in un appartamento a La Maddalena — anziché in un resort fuori dal borgo o su una barca a noleggio per tutta la settimana — fa già una scelta di impatto ridotto: consumi locali, spostamenti a piedi, ritmo legato al territorio piuttosto che a un programma prefissato.

Cosa protegge il Parco

L'arcipelago ospita ecosistemi che non esistono altrove nel Mediterraneo nella stessa concentrazione. Le praterie di Posidonia oceanica purificano l'acqua e producono ossigeno. I fondali rocciosi di Caprera e Spargi sono habitat per gorgonie rosse, aragoste e cernie. Le dune costiere di alcune spiagge minori sono tra le ultime dune intatte della Sardegna settentrionale.

La fauna marina include delfini tursiopi che frequentano le Bocche di Bonifacio, balenottere comuni in transito nel Santuario Pelagos, e ricci di mare la cui raccolta — anche un solo esemplare — è vietata e sanzionata.

Il Codice di Buona Condotta

L'Ente Parco ha formalizzato un Codice di Buona Condotta che vale per tutti: residenti, diportisti, escursionisti, subacquei. I punti principali riguardano l'ancoraggio (vietato sulle praterie di Posidonia), il rumore nelle aree di sosta, la raccolta di organismi marini e il calpestio delle dune costiere.

In pratica: non ancorare dove l'acqua è verde chiaro (probabile Posidonia sotto); non raccogliere nulla dall'acqua o dagli scogli; non attraversare le dune segnalate; portare via qualsiasi rifiuto prodotto in barca o in spiaggia.

Arcipelago senza plastica

Il progetto "Un arcipelago senza plastica" è un'iniziativa locale sostenuta dall'Ente Parco e da operatori privati. Prevede la raccolta differenziata su tutte le isole, la riduzione delle plastiche monouso nei servizi turistici e la partecipazione volontaria a giornate di pulizia delle spiagge organizzate ogni stagione.

Negli appartamenti forniamo borracce riutilizzabili e informazioni sui punti di raccolta differenziata nel borgo. La differenziata sull'isola principale funziona bene: vetro, carta, plastica e organico hanno raccolta separata.

SEAME Sardinia e il monitoraggio dei fondali

SEAME Sardinia è un progetto scientifico di monitoraggio degli ecosistemi marini dell'arcipelago. I dati raccolti dai ricercatori vengono usati per aggiornare le mappe di zonizzazione del Parco e per adattare le regole di accesso alle condizioni reali dei fondali. Partecipare — anche solo segnalando avvistamenti di fauna marina insolita — contribuisce al database.

Meduse, ricci e stelle marine

Le meduse compaiono in agosto soprattutto nelle settimane di mare mosso da scirocco: sono Pelagia noctiluca (la luminescente viola) e Cotylorhiza tuberculata (quella "fritto misto", non urticante). Né le une né le altre si toccano.

I ricci di mare sugli scogli non si raccolgono: oltre al divieto, la loro rimozione squilibra il fondale. Le stelle marine non si toccano e non si portano fuori dall'acqua: anche un minuto all'aria aperta può essere fatale per l'animale.

Perché un appartamento è la scelta più coerente

Un appartamento nel borgo ha un impatto radicalmente diverso da un resort di grandi dimensioni o da una barca motore che consuma carburante per spostarsi ogni giorno. Si acquista al mercato locale, si cucina con prodotti dell'isola, si cammina invece di guidare. Non è una scelta militante: è semplicemente il modo in cui si vive meglio questo territorio.

Isola, Madda e Lena sono progettati per questo: per chi vuole il Parco, non un'immagine del Parco.